Varchi "Tracce per la psicoanalisi"

La rivista Varchi nasce in una Scuola di formazione, una Scuola per i laureati in Psicologia e Medicina che scelgono di diventare psicoterapeuti con indirizzo psicoanalitico.

 Nasce per dar vita ad uno spazio di confronto, di incontro, di riflessione, di ricerca e di esplorazione, non solo per gli addetti ai lavori.


Aprire un varco alla curiosità, evitare l’isolamento, rimanere saldamente ancorati e collegati al mondo sociale e culturale ed evitare di sovrapporci ad esso nell’illusione di aver trovato la visione più giusta o più vera, è  un obiettivo etico per noi irrinunciabile.


Gli scritti che leggerete devono essere quindi intesi come un segno, un breve passaggio, una traccia su cui riflettere, una cifra che può avere a che fare con la psicoanalisi anche quando si presenta  fuori dai canoni classici della psicoanalisi stessa.

 

 

ULTIMO NUMERO   Varchi n.19 anno 2018

PROBLEMA CULTURALE O SOCIO-ECONOMICO?

di Marina Montesano*

(L’articolo è stato pubblicato sul n.2 di Varchi)
Nell’agosto 1989 a Villa Literno, in provincia di Caserta, venne assassinato il
sudafricano Jerry Essan Maslo. Lavorava nelle campagne per la raccolta di pomodori
per una paga giornaliera risibile e viveva con altri, che ne condividevano la condizione,
in baracche e capannoni senza acqua né luce.

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Caso di “piccolo narcisismo” La storia di Giovanni e la trappola (intergenerazionale) narcisistica - Varchi n.9

Giovanni, una storia come tante, giovane professionista, figlio unico di due genitori di successo, racconta come gli sia stato difficile rifiutare il denaro che la madre, vedova, è sempre stata disponibile a fornirgli senza limiti. Per questa madre, a sua volta allevata con grandi sacrifici e diventata docente universitaria con le proprie forze, era inconcepibile che il figlio potesse anche solo minimamente patire le privazioni che lei aveva conosciuto.

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Le vittime di Narciso - Varchi n.9

di Federica Roselli

Le tematiche emerse durante le ore di formazione specifica mi hanno spinto a riesaminare le caratteristiche del Disturbo Narcisistico di personalità e, in particolare, gli effetti e le conseguenze provocate nei familiari e nei partner delle persone con tale patologia .Durante l’esposizione di alcuni casi clinici ho notato, infatti, la presenza di un “comune denominatore” molto interessante: la maggior parte dei pazienti in questione si era rivolta al terapeuta per problematiche o sintomi la cui origine era riconducibile al comportamento eccessivamente controllante, critico, intrusivo, ambivalente e manipolatorio del coniuge/partner (attuale o ex), o dei genitori/familiari.

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Una vita ribelle - Varchi n.8

di Emilia Vento

Stenta a decollare questa mia riflessione sull’essere dissenzienti, darle poi la forma di racconto mi pare molto difficile; ho già scritto pagine che vanno inequivocabilmente gettate via: prolisse e squilibrate. Ricomincio. Quando ho imparato ad essere dissenziente? Molto tardi nella vita.

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La compiacenza del giovane psicoterapeuta precario - Varchi n.8

di Luigi D’Elia

Prendo spunto dal libro appena uscito dell’amico e collega Fabrizio Rizzi Dottore in carne ed ossa. Libretto d’istruzioni emotive per aspiranti psicoterapeuti, Clinamen Editore, per argomentare su un tema messo sotto silenzio.
Il libro è davvero utile e assai godibile, ma le sue principali qualità, oltre queste, sono la sua onestà intellettuale (mostra dubbi, limiti, contraddizioni della persona reale dello psicoterapeuta e non di quello ri-costruito nei casi clinici) e la sua capacità di prendersi cura della professione e delle giovani generazioni di colleghi, fatto raro nel nostro panorama.

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Johannes Cremerius: elogio della psico-dissidenza - Varchi n.8

di Paolo Chiappero

Johannes Cremerius (1918-2002) è stato uno dei maggiori psicoanalisti contemporanei e mi piace ricordarlo, a dieci anni dalla sua scomparsa, anche come uno tra i maggiori diffusori della Psicoanalisi in Italia, nel lasso di tempo che va dagli anni sessanta alla sua scomparsa. Cremerius, nato a Moers nella Germania Nord Occidentale, aveva eletto l’Italia a sua “seconda patria” e l’incontro con il nostro Paese è stato in buona parte una scelta e, per altri aspetti, una necessità.

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I rompicapo dell'etnopsichiatria - Varchi n.7

di Roberto Beneduce

Introduzione     

Gli eventi ci attraversano, ci interrogano, soprattutto quando sono eventi di una certa gravità, di una certa drammaticità e non si può non parlarne, soprattutto se dell’etnopsichiatria vogliamo dare una visione particolare.
Una visione che stringe con il tempo, con la storia, con il reale. Un abbraccio e una sinergia sistematici. Mentre venivo qui a Bonassola pensavo alle strade interrotte dalla recente alluvione, ai ritardi, all’imprevisto.

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I disagi degli invisibili - Varchi n.7

di Gilda Della Ragione*


Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne e ossa, fibre e umori, e si può persino dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi.
                                                       RALPH ELLISON, L’uomo invisibile.

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La questione immorale: intervista a Luigi Manconi - Varchi n.6

Luigi Manconi, già Sottosegretario alla giustizia, docente di sociologia dei fenomeni politici, è presidente dell’Associazione ‘A buon diritto’, in prima fila nella lotta per riformare radicalmente il carcere italiano e combattere contro il sovraffollamento nelle prigioni.
A lui abbiamo rivolto alcune domande.

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Da una mezz'ora altra - Varchi n.5

di Rita Sciorato

“Ogni volta che scrivo una relazione, dopo aver raccolto tutti i dati teorici, la documentazione clinica che voglio includere e la letteratura inerente, mi ritrovo per giorni, o addirittura per settimane, in uno stato di confusione, di scoraggiamento e ansia non indifferenti... Mi sono così reso conto che l’angoscia, lo scoraggiamento e la confusione che provo ogni volta che preparo una relazione erano connessi all’argomento, del tutto simili, cioè, al panico che invade lo schizofrenico quando sente la mancanza di principi organizzativi sicuri con cui dare un senso e utilizzare le percezioni caotiche che lo assediano”. (Harold Searles, Il Controtransfert)

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