Varchi "Tracce per la psicoanalisi"

La rivista Varchi nasce in una Scuola di formazione, una Scuola per i laureati in Psicologia e Medicina che scelgono di diventare psicoterapeuti con indirizzo psicoanalitico.

 Nasce per dar vita ad uno spazio di confronto, di incontro, di riflessione, di ricerca e di esplorazione, non solo per gli addetti ai lavori.


Aprire un varco alla curiosità, evitare l’isolamento, rimanere saldamente ancorati e collegati al mondo sociale e culturale ed evitare di sovrapporci ad esso nell’illusione di aver trovato la visione più giusta o più vera, è  un obiettivo etico per noi irrinunciabile.


Gli scritti che leggerete devono essere quindi intesi come un segno, un breve passaggio, una traccia su cui riflettere, una cifra che può avere a che fare con la psicoanalisi anche quando si presenta  fuori dai canoni classici della psicoanalisi stessa.

 

 

ULTIMO NUMERO   Varchi n.20 anno 2019

Adolescenza e sessualità: i rischi dell’imprinting - Varchi n. 12

di Roberto Todella*

Precoce, spregiudicata, senza limiti. E’ in questo modo, quando finisce sotto i riflettori dei media, che viene rappresentata la sessualità degli adolescenti.

Il mondo adulto disapprova, appare sorpreso dalle notizie dei comportamenti dei giovani, che solo l’eccezionalità dell’evento rende visibili e meritevoli di attenzione. Adulti molto più indulgenti nel valutare i propri comportamenti sessuali e relazionali, (che si discostano sempre meno da quelli adolescenziali) e che sono, almeno in parte, la matrice di quanto esprimono i giovani in tema di sessualità. E’ più facile semplificare attraverso il giudizio che riflettere sul significato e l’origine dei comportamenti “a rischio”. Un rischio che per altro è percepito come tale solo dagli adulti, mentre per loro, i giovani, sembra naturale esprimere ciò di cui possono più facilmente disporre: una sessualità avvalorata da innumerevoli esempi dove il sesso è potere, merce di scambio, stereotipo di genere.

Leggi tutto

Giovani sotto tiro incrociato? Le responsabilità degli adulti - Varchi n. 12

Intervista a Stefano Laffi di Rita Sciorato

Ho letto con passione il libro La congiura contro i giovani, di Stefano Laffi (Feltrinelli editore, 2014, euro 14.00).

Un libro scritto in perfetta solitudine, dichiara l’autore. Una solitudine che mi ha permesso di trascorrere un bel momento in ottima compagnia.

Laffi mi ha aiutato ad organizzare pensieri, immagini, esperienze e ricordi; l’interrogativo sulle responsabilità degli adulti nel malessere degli adolescenti ha trovato una risposta sensata perché non circoscritta a specifici casi clinici.

Leggi tutto

Sessualità e disagio - Varchi n. 11

di Roberto Todella*

Due parole, sessualità e disagio, che rimandano ad una molteplicità di scenari. Possiamo declinare il disagio sessuale per categorie, fasce di età, passaggi della vita: nella coppia e nei single, nelle prime esperienze sessuali, durante la maternità e poi nella coppia con figli, nell’età della menopausa, relativamente all’orientamento sessuale e all’identità di genere. In chi, paradossalmente, ha posto il sesso al centro della propria vita per finire in una spirale di dipendenza e in molte altre situazioni e condizioni. E ancora dalla preadolescenza (il disagio di una parte dei giovanissimi che riceve immagini a contenuto sessuale nel dilagante fenomeno del sexting) alla più tarda età.

Leggi tutto

I legami di coppia e le nuove sofferenze relazionali - Varchi n. 11

di Giulio Cesare Zavattini*

  1. Introduzione

Le relazioni di coppia rappresentano un baricentro importante della vita affettiva degli esseri umani e sono in questi ultimi anni sempre più numerosi gli studi che prendono in esame le dinamiche e le problematiche della qualità della relazione e della soddisfazione percepita dai partner. La ricerca ed il lavoro clinico con le coppie ha avuto, infatti, un grande sviluppo, sia all’interno del movimento psicoanalitico, sia all’interno della prospettiva psicosociale e sistemica, sia nella teoria dell’attaccamento (Johnson, 2008; Clulow, 2009; Zavattini, 2008a; Obegi e Berant, 2009).

Leggi tutto

La costruzione sociale del disagio. Significati, funzioni e possibili conseguenze - Varchi n. 11

di Luisa Stagi*

Nella primavera 2014 si è diffusa attraverso alcuni social network una locandina composta da tre immagini di adolescenti duplicate identiche su due colonne: la prima contrassegnata dall’anno 1980 e la seconda come 2014. La prima foto, che ritrae una ragazzina trasognante, viene definita sognatrice nella colonna 1980, mentre per la stessa foto nella colonna 2014 appare la scritta ADHD; alla seconda foto, che mostra una ragazzina che urla, viene correlata la scritta “ormoni” nella prima colonna e “bipolare” nella seconda; infine, il ragazzo staccato da un gruppetto di compagne della terza foto, viene definito “solitario” nella colonna 1980 e “depresso” nella colonna 2014. Il successo che ha avuto questa vignetta e l’ilarità che emerge dai commenti mostrano quanto questa semplice trovata abbia colto nel segno. Molti dei commenti che sono circolati, fatti da persone certamente non a conoscenza dei possibili riferimenti alle evoluzioni del DSM, hanno rivelato un certo compiacimento nel riscontrare qualcosa che forse pensavano da tempo ma che non avevano trovato modo di esprimere, ovvero il fatto che alcuni comportamenti considerati normali per una certa fase della vita, sempre esistiti e conosciuti, ora venivano definiti in altro modo, un modo scientifico sì, ma soprattutto patologizzante.

Leggi tutto

Un punto di vista sulla formazione dello psicoterapeuta - Varchi n. 10

di Fabrizio Rizzi*

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo a proposito di quest’argomento e, senza pensarci molto, ho detto subito di sì. Questa stessa proposta l’avrei invece rifiutata se mi fosse arrivata in passato. Solo ora infatti mi sento pronto a dire qualcosa di sufficientemente sensato in merito. Sarà perché è da poco che sono docente in una scuola di specializzazione. Ma forse soprattutto perché ho una figlia di ormai ventisei anni. Chi legge, immagino, si starà chiedendo il senso di questa self disclosure. Il fatto è che per me parlare di formazione significa parlare della relazione tra un allievo ed un docente - formatore e dunque del rapporto tra un giovane ed un adulto. Riflettere, in ultima analisi, sul come si possa trasmettere non solo e non tanto un set di nozioni, quanto piuttosto una esperienza, direi anzi quella testimonianza cognitivo-affettiva che il formatore dovrebbe cercare di consegnare ai suoi allievi. Non è un caso che la radice etimologica della parola “allievo” nasca dal latino “allevare”.

Leggi tutto

Le vittime di Narciso - Varchi n. 9

di Federica Roselli

"Esperienze terribili ci fanno riflettere

se non sia per caso terribile colui che le ha vissute"

(Nietzsche F.)

   Le tematiche emerse durante le ore di formazione specifica mi hanno spinto a riesaminare le caratteristiche del Disturbo Narcisistico di personalità e, in particolare, gli effetti e le conseguenze provocate nei familiari e nei partner delle persone con tale patologia. Durante l’esposizione di alcuni casi clinici ho notato, infatti, la presenza di un “comune denominatore” molto interessante: la maggior parte dei pazienti in questione si era rivolta al terapeuta per problematiche o sintomi la cui origine era riconducibile al comportamento eccessivamente controllante, critico, intrusivo, ambivalente e manipolatorio del coniuge/partner (attuale o ex), o dei genitori/familiari.

     Stimolata da questo particolare riscontro e dall’odierno aumento di diffusione di tali tratti di personalità, ho deciso di approfondire l’argomento.

Leggi tutto

Narcisismo: dimensioni relazionali, cliniche e sociali - Varchi n. 9

di Mauro Fornaro*

Ratio del seminario

La nozione di narcisismo si è notevolmente inflazionata in questi ultimi decenni: al giorno d'oggi non sempre è inteso come modalità patologica, anzi un po' di “sano” narcisismo non guasta; il che accade, curiosamente, al tempo stesso in cui la clinica psicoterapica rileva un incremento di disturbi narcisistici di personalità in luogo delle classiche nevrosi.

Nella polis e nelle organizzazioni lavorative, poi, sono state individuate e stigmatizzate modalità narcisistiche di conduzione da parte dei leader, mentre i sociologi a partire da Lasch insistono sui tratti narcisistici dell'uomo “post-moderno”, per altri versi affetto da straordinarie fragilità e insicurezze.

Dal canto suo l'elaborazione teorica ha enfatizzato oscillazioni e ambiguità già presenti nel pensiero freudiano, disperdendosi però in rivoli divaricanti. Dunque, un break di riflessioni sulle potenzialità e sui limiti di questo “costrutto” si impone, tanto più che lo psicoterapeuta non può dirsene fuori nell'esercizio della sua stessa attività.

Leggi tutto

Inchiesta: Chi cambia chi? Le pedagogie nelle comunitá di accoglienza - Varchi n. 8

di Gabriella Paganini

Se intendiamo per dissidenza l'atteggiamento critico nei confronti di un potere nel cui orizzonte ci si vuole comunque muovere, perché riconosciuto sostanzialmente utile o necessario, le comunità di accoglienza costituiscono un interessante laboratorio per osservarne modalità e sfumature.

L'esercizio di un potere è inevitabilmente connaturato a queste organizzazioni di cura, è presente nella più libertaria come nella più strutturata, prescinde dal tipo di ospiti (persone tossicodipendenti o con problemi psichiatrici, carcerati in affidamento ai servizi o individui in stato di grave marginalità sociale) e convive con l'obiettivo generalmente dichiarato di aiutare le persone a ritrovare la propria capacità ed autonomia di scelta.

Leggi tutto

Le figure del dissenso e della compiacenza - Varchi n. 8

di Francesco Pivetta

Perché si è dissidenti? Perché si è compiacenti? Perché il ‘potere’, che è sempre il punto di riferimento di queste manifestazioni di opposizione o di adesione, è così dividente o attraente?

Talvolta la dissidenza è dovuta alla capacità o incapacità di assolvere ai ruoli che si è chiamati a compiere. Si può essere dissidenti per rabbia, invidia, superbia ma anche quando si è desiderosi di affermare il proprio punto di vista, la propria dignità di pensiero, indipendentemente dal castigo che può toccare in sorte.

Leggi tutto