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La convinzione di non poter dare mai nulla per scontato richiede nella relazione terapeutica una attenzione costante alla condizione dell’asimmetria dei ruoli e della reciprocità umana, richiede una continua valutazione delle scelte dentro un rigoroso quadro di principi etici coniugati con il metodo psicoanalitico. Quest’ultimo, è trasmissibile soprattutto attraverso la discussione dei casi clinici in gruppo. Attraverso la Supervisione di gruppo sia gli allievi che discutono del proprio materiale clinico, sia i compagni che ascoltano e partecipano alla discussione, vengono aiutati dai conduttori a cogliere le implicazioni cliniche e tecniche del materiale discusso. Tutto ciò avviene anche attraverso un continuo e interminabile rapporto dialettico tra “fare” e “pensare”, tra prassi e teoria. Si crea così una metodologia di apprendimento che tiene conto tanto dei dati clinici, quanto di quelli concettuali e, non ultimi, gli elementi transferali e controtransferali nella loro interazione reciproca. La Scuola non intende trasmettere nessuna verità, ma piuttosto la necessità della ricerca e dell’utilità di tenere aperti i processi di conoscenza affinchè la concezione del proprio mestiere possa avvalersi di una coerenza maturata in una prassi formativa permanente. Il “sapere“ inteso come esperienza di conoscenza, mobilita la sfera affettiva della persona, pertanto, abbandonare atteggiamenti pregiudiziali e restare al contempo ancorati ai principi etici di fondo, diventa una necessità formativa . L’interesse per gli apporti culturali e scientifici del presente, così come la costante riflessione sulle attuali condizioni sociali della sofferenza psichica, è da considerarsi una peculiarità del nostro indirizzo. La ricerca, lo studio, il confronto con i pensatori che hanno a cuore il problema del malessere nella società attuale non può andare, quindi, che di pari passo con l’acquisizione e la pratica del metodo clinico psicoanalitico. "Quando formiamo i nostri allievi alla psicoanalisi dobbiamo farlo psicoanaliticamente" (J. Cremerius) "C'è una lacuna nel percorso della storia delle idee (psicoanalitiche), perché si ha la storia delle concettualizzazioni, non la storia reale, il che cosa veramente è stato fatto" (F. Galli) "La psicoterapia non è semplicemente una terapia, ma anzitutto, come primo passo, la coscienza attiva e meditata al cospetto del malato della nostra insufficienza ad abbracciare la sua esistenza" (G. Benedetti) "Io interpreto per due ragioni. Uno, per far sapere al paziente che sono sveglio e due, per fargli sapere che posso sbagliare" (D. W. Winnicott) "Perché la psicoanalisi è ancora interessante? ........il dialogo psicoanalitico rimane l'unico metodo sistematico il cui fine esplicito è quello di confrontarci con la realtà nuda e cruda dei nostri veri sentimenti, motivazione e desideri." (H. Wolf) |



Il nostro indirizzo scientifico nasce nell'ambito freudiano e nei suoi sviluppi successivi (Teorie delle relazioni oggettuali, Psicologia dell'lo, Psicologia del Sé) ed è attento anche ai recenti contributi provenienti dalla Teoria dell'Attaccamento e dall'lnfant Observation.